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La CO2 è un problema perché soffoca l’ambiente. Noi ne stiamo producendo decisamente troppa: nel 2016 abbiamo superato le 400 parti per milione nell’atmosfera, un valore che, secondo la comunità scientifica, rappresenta un punto di non ritorno.

Viaggiare in aereo inquina. È una frase che sentiamo ripetere spesso—in Italia c’è addirittura da anni un messaggio di congratulazioni sul retro dei biglietti del treno per aver scelto il mezzo che comporta le minori emissioni di CO2 nell’ambiente, se paragonato ad aerei e auto—eppure continuiamo a usare gli aerei, percorrendo oggi il 300% dei km che facevamo negli anni ’90.

Volo da te!’ (Però in treno: inquina meno)

Obiettivo: Diminuire l’emissione di CO2, promuovere i viaggi in treno

Attività:

Molti pensano sia stata Greta Thunberg, la sedicenne svedese paladina del clima, ad aver inventato la moda ‘no flight’: supercelebrata la sua transoceanica sulla barca solare del ‘principino’ Casiraghi di Monaco. In realtà però il movimento anti-aerei è sorto ben prima delle sue proteste e ha già conquistato migliaia di adepti. In Svezia la chiamano Flyskam, ‘vergogna di volare’. Dopotutto è forse l’attività a più alta intensità di CO2 che una persona normale possa fare, su base oraria.

C’è chi ha rinunciato alle trasferte di lavoro, come la stessa mamma di Greta, la cantante d’opera Malena Ernman. E ovunque in Europa, in particolare al Nord, si è registrato un boom di viaggi in treno anche per lunghe percorrenze, soprattutto di notte. Le nuove linee ad alta velocità hanno in media ridotto dell’80 per cento il trasporto aereo sulle stesse rotte. In parallelo sta cambiando l’idea di come, dove e perché viaggiamo. Al posto del volo low cost, e delle toccate e fuga nelle capitali europee, lo spostamento slow, lento e a volte lentissimo.

Per spiegare la differenza fra aereo e treno è stato messo a confronto un viaggio da Londra a Mosca: un volo consuma un quinto del ‘budget‘ di carbonio annuale di una persona (dove ‘budget’ sta per la quantità massima di CO2 che ognuno dovrebbe emettere nel 2030 per evitare di superare i limiti di surriscaldamento); in treno non si supera 1/50 del budget. Inoltre, alcuni scienziati ritengono che l’impatto delle emissioni sull’aereo raddoppi se si include l’effetto di riscaldamento delle sue altre emissioni, come il vapore acqueo nelle scie e gli ossidi di azoto rilasciati ad altra quota. Chi viaggia in prima classe, poi, addirittura triplica le sue emissioni, a cause dell’uso meno efficiente dello spazio in cabina.

‘Non volare non significa non viaggiare’, spiega Anna Hughes, che guida la campagna Flight Free 2020 nel Regno Unito. E dopo Svezia e Gran Bretagna anche in Canada, Belgio e Francia stanno proliferando gruppi e iniziative ‘no volo’.

Ambito territoriale: Svezia