Spesso la disabilità viene vissuta e considerata dalle persone solo come un problema, e purtroppo, in alcuni casi, come un vero e proprio lutto. Esistono invece tanti progetti che cercano di ribaltare questa prospettiva, mettendo in evidenza il ruolo di stimolo e di inclusione sociale che essa può assumere nella comunità. È’ il caso di un gruppo di famiglie di Enna, accomunate dall’esperienza dall’avere accolto un figlio con la sindrome di Down. Hanno avviato un progetto che ha trasformato la disabilità in un dono e in un’opportunità per rendere il territorio più bello e più civile.

Un calendario per farci conoscere

Obiettivo

Promuovere la cultura del dono, della solidarietà, della coesione e dell’inclusione sociale tesa a coinvolgere non solo i disabili, ma tutte le persone in situazioni di fragilità.

Attività

Nel 2012 un gruppo di 6 famiglie, con una storia diversa, ma accomunate dall’esperienza dall’avere accolto un figlio con la sindrome di Down, si trovano concordi sul fatto che la nascita di un bimbo con una disabilità non può considerarsi alla stregua di un lutto. La disabilità può trasformarsi in dono “solo attraverso la comprensione di un disegno superiore, meglio se vissuta all’interno di una comunità attenta e inclusiva. Solo così essa può essere vissuta come una resurrezione, le cui ferite visibili non fanno più paura a chi le vede dall’esterno, divenendo così segno e motivo di fraternità”. La disabilità può così diventare anche stimolo per rendere il territorio più bello e più civile. Al fine di dare concreta attuazione al progetto è stato realizzato un calendario che ha rivisitato alcuni capolavori d’arte anche attraverso fotografie che rappresentano persone con la sindrome di Down ed amici fortemente coinvolti in questa iniziativa. Molte persone infatti, anche senza alcun rapporto con la disabilità, sono profondamente attratti dal progetto che viene anche sostenuto dai vescovi locali.

Ambito territoriale: Enna – Italia