Be my eyes
Foto di UICI Torino

Be My Eyes, assistenza visiva per le persone non vedenti

Secondo l’OMS nel mondo ci sono 217 milioni di ipovedenti e 36 milioni di ciechi. A causa di questa disabilità visiva, molte persone non riescono a svolgere semplici attività quotidiani senza l’aiuto di altri. Hans Jørgen ha quindi ideato un’app che permette alle persone non vedenti di ricevere assistenza da volontari ogni qualvolta ne abbiano bisogno.

Obiettivo: Offrire assistenza visiva alle persone ipovedenti o non vedenti attraverso una semplice videochiamata.

Attività: Be My Eyes è un’app che vuole rendere il mondo più accessibile alle persone ipovedenti o non vedenti, connettendoli a volontari normovedenti di tutto il mondo attraverso una videochiamata. a seconda della lingua e del fuso orario.

Be My Eyes cattura il potere della tecnologia e della connessione umana per portare la vista alle persone che non ne dispongono; attraverso una videochiamata i volontari forniscono agli utenti non vedenti e ipovedenti assistenza visiva per compiti che vanno dall’abbinamento dei colori, al controllo se le luci sono accese, alla preparazione della cena.

Quando l’utente non vedente o ipovedente richiede assistenza attraverso l’app, Be My Eyes invia la notifica a diversi volontari. Il primo volontario che risponde alla richiesta viene connesso con quello specifico utente e, attraverso la connessione audio, l’utente e il volontario possono assolvere il compito insieme.

I servizi Be My Eyes sono gratuiti e richiedono solo una connessione internet. E’ possibile chiamare e richiedere assistenza ogni ora del giorno: non c’è limite alla durata o al numero di chiamate. L’assistenza visiva viene offerta in oltre 180 lingue da oltre 1 milione di volontari; la dimensione massiccia della comunità di volontari permette che la maggior parte delle chiamate trova risposta in circa 30 secondi . L’applicazione può essere usata per tutto ciò che richiede assistenza visiva, come trovare oggetti persi o caduti, descrizioni di fotografie, dipinti o altri pezzi d’arte, abbinare o descrivere colori, leggere etichette, risolvere i problemi del computer, acquisto di generi alimentari, identificare la data di scadenza del cibo, familiarizzare con ambienti nuovi o muoversi in un posto nuovo, distinguere fra diversi oggetti, determinare arrivi e partenze dei trasporti pubblici.

L’applicazione è un’idea del danese Hans Jørgen Wiberg, un artigiano ipovedente che ha vissuto in prima persona la necessità dell’assistenza visiva da parte di terzi per svolgere le attività quotidiane. Un suo amico cieco gli ha poi rivelato che usava le video chiamate per farsi aiutare da amici e familiari per svolgere queste attività quotidiane, così Hans Jorgen nel 2015 lanciò il progetto Be My Eyes.

Dopotutto, “sono piccoli gesti di gentilezza con un impatto globale”.

Ambito territoriale: mondo.