La cura delle persone che stanno vivendo situazioni di disagio, ansia, stress emotivo fa di solito riferimento all’intervento di professionisti, e all’assunzione di farmaci. A volte questi interventi creano anche situazioni di dipendenza che non aiutano la persona ad interpretare un ruolo attivo.

Alcune buone pratiche sociali si propongono di inventare nuove modalità di cura per sviluppare altre soluzioni operative tese anche ad una maggiore responsabilizzazione delle persone che vivono tali situazioni problematiche.

Un’interessante esperienza è quella che fa affidamento al ruolo della letteratura e alla capacità di cura dei libri.

A Firenze, a due passi dal Duomo, grazie all’idea visionaria di Elena Molini, è nata la Piccola Farmacia letteraria che si propone di curare ansie e turbamenti attraverso i libri.

Dopo avere lavorato per anni nelle librerie indipendenti e nelle grandi catene, Elena ha capito che le persone non cercano solo un autore o una trama. “Chiedono consigli in base allo stato emotivo. Arrivano perché un amico li ha lasciati, o perché, stanno vivendo un momento triste, o perché sentono che qualcosa nella loro vita sta cambiando, evolvendo, è in trasformazione”. Da questa osservazione è nata la domanda che ha cambiato tutto: e se i libri potessero essere prescritti come farmaci? Non per curare una malattia, ma per accompagnare un’emozione, per dare una direzione quando tutto sembra confuso.

Insieme alla sorella Ester, psicologa e alla psicoanalista Sergiampietri, hanno creato un catalogo basato su gli stati d’animo. “Non più narrativa, saggistica o poesia, ma categorie come cambiamento, rottura di una relazione, autostima, riscoperta di sé, felicità. Abbiamo iniziato a collegare i libri alle emozioni”.

Oggi il catalogo completo supera gli ottomila titoli. Non tutto è sul sito: molte novità vengono inserite solo dopo essere state lette e diagnosticate. “Da otto anni siamo in quattro a leggere i bugiardini che scriviamo insieme, dice Elena riferendosi alle schede che accompagnano ogni libro, proprio come fossero foglietti illustrativi”.

Tra gli scaffali capita di trovare foglietti che sembrano usciti da una farmacia tradizionale. Solo che non parlano di compresse, o sciroppi. Parlano di emozioni o di terapie per lo spirito, per l’anima, per l’interiorità. Uno dedicato ad un romanzo di rinascita recita: “Indicazioni terapeutiche: consigliato in caso di perdita di fiducia, senso di smarrimento,. bisogno di ricominciare. Posologia: leggere una volta al giorno, preferibilmente la sera. Effetti collaterali: improvvisi slanci di coraggio, desiderio di cambiamento, possibilità di piangere e poi sentirsi meglio. Avvertenze: non assumere con superficialità. Può provocare consapevolezze inattese”.

E’ questo approccio, insieme rigoroso e poetico, che ha trasformato la Piccola Farmacia Letteraria in un presidio di ascolto. Le persone scrivono, telefonano, arrivano da tutta Italia con domande irrisolte, richieste di aiuto. “Le psicologhe rispondono alle mail più difficili”, ma per ansia, perdita, cambiamenti, rotture quasi sempre riusciamo ad aiutare. A volte le ferite sono profonde, dolorose. Non è facile rispondere. Il libro è un suggerimento che può comunque aprire un varco anche dove tutto sembra essere buio”.

Firenze