Accogliere una persona straniera rappresenta sempre un atto di generosità e di solidarietà rivolto a chi si trova in situazione di bisogno. Ma in questa società, in cui tendono ad aumentare le situazioni di solitudine, l’accoglienza di un immigrato può rappresentare un modo per sperimentare nuove reti relazionali e combattere il rischio di isolamento, anche per la persona che accoglie.

“Oggi ho accolto Dodou. Credo che andremo d’accordo”

Obiettivo

Accogliere e sviluppare l’inclusione sociale di una persona straniera scappata di casa.

Attività

Dodou ha ventun anni ed è scappato dalla sua casa in Gambia. Si è arrangiato guadagnandosi da vivere in Marocco, in Algeria, per poi potersi pagare il barcone dalla Libia fino a Pozzallo, in Sicilia. È sbarcato in Italia ancora minorenne, è stato in centri di accoglienza a Castellamonte, allo Sprar di Ciriè, a San Mauro, e in appoggio presso un’altra famiglia a Torino, in cerca di una sistemazione più duratura. Alla fine, accolto in casa da Anna Masera, il suo esodo è finalmente finito.
Appena entrato in casa, ha subito messo la sua roba in ordine: lo spazzolino in bagno, i vestiti in camera. Il suo “educatore”, Stefano, un ragazzo torinese che lo ha preso sotto la sua ala al centro di accoglienza, gli ha trovato un lavoro: è tirocinante in un caseificio a Gassino Torinese, si occupa delle pulizie dalle 8 di mattina alle 4 del pomeriggio.
Ha fatto richiesta del codice fiscale, ha aperto il conto in banca, ha il bancomat, la tessera sanitaria.
La sera frequenta un istituto tecnico dove impara a fare la manutenzione, e studia anche italiano. Ci va con l’autobus e il tram: ha fatto l’abbonamento.
Dodou è un ragazzo molto bravo: fa la spesa insieme ad Anna, lava i piatti e asciuga persino le gocce nel lavandino di acciaio inox, per evitare di macchiarlo.
Ogni tanto sparisce in camera sua, in silenzio, perché è musulmano, prega cinque volte al giorno, non mangia carne di maiale, non beve alcolici; quando Anna gli ha chiesto che cosa dice nelle preghiere, le ha risposto che prega per la sua mamma e le sue due sorelline, morte in un incidente in Gambia dieci anni fa. La loro morte è il motivo per cui è scappato di casa.
Anna è piena di domande, ma non le sembra il caso di sottoporlo a un interrogatorio.
Occorre tempo.

Ambito territoriale: Torino  – Italia